I souvenir sono stati inventati nel ‘700 a Roma da Giovanni Volpato, un ceramista e incisore. Vediamo la sua storia più in dettaglio.

I souvenir sono piccoli oggetti che riproducono i monumenti e le opere d’arte e si acquistano come ricordo dei viaggi. Nonostante tutti conoscano questi ricordini, pochi ne sanno la storia. L’ideatore dei souvenir fu Giovanni Volpato, un ceramista italiano che nacque nel 1732 e morì nel 1803.

Giovanni Volpato: il fiuto per gli affari ha cambiato la storia del commercio di opere d’arte

Le idee imprenditoriali di Giovanni Volpato erano molto avanti rispetto al periodo storico nel quale visse. Egli nacque a Bassano del Grappa e il suo cognome era Trevisan, che cambiò con quello della nonna materna Volpato. Giovanni imparò il mestiere di incisore quando iniziò la sua carriera lavorativa presso l’azienda tipografica di Giuseppe Remondini, all’interno della quale si occupava delle incisioni su rame.

All’età di ventisette anni si trasferì a Venezia per collaborare con i migliori incisori dell’epoca operando nelle botteghe di Francesco Bartolozzi e Joseph Wagner, veri e propri punti d’incontro per gli artisti locali. Dopo circa cinque anni di collaborazioni Volpato decise di avviare un’azienda e aprì la sua prima bottega. Una collaborazione professionale con il duca Ferdinando di Borbone gli cambiò la vita perché fu chiamato a Roma per un incarico di prestigio. Per anni riprodusse fedelmente le Logge affrescate da Raffaello in Vaticano. Questa fu l’occasione per Giovanni Volpato di far conoscere la sua arte ai turisti che visitavano la bellissima città di Roma.

Volpato a Roma e gli scavi archeologici

Nel ‘700 la città di Roma era una meta ambita per i turisti che viaggiavano da ogni parte dell’Europa per vedere con i propri occhi la maestosità della Città Eterna. In seguito a un suggerimento del Papa, Giovanni Volpato entrò nel business dei reperti archeologici e riuscì a recuperare molteplici sculture antiche. Il mercato delle sculture antiche era molto vasto ma alcuni turisti non avevano la possibilità di acquistare grandi opere e sostenerne i costi elevati, pertanto il genio imprenditoriale di Volpato ebbe l’intuizione di creare copie delle statue più famose in opere di piccole dimensioni e venderle a prezzi ridotti rispetto agli originali. L’amicizia con il Papa permise a Volpato di ottenere un’esclusiva riguardo a questa tipologia di produzione. Da questo cambiamento nacque la fabbrica nel rione Monti a Roma.

Statuine in biscuit di Giovanni Volpato

Inizialmente i souvenir di Volpato furono denominati statuine in biscuit. La produzione in serie fu avviata da Giovanni Volpato in tre differenti misure e venduta a prezzi variabili da tre zecchini per la misura più piccola, fino a dieci zecchini per la statuina più grande.

Le statuine in biscuit sono le antenate dei souvenir

L’azienda di statuine in biscuit avviata da Volpato rivide la luce quando nel 2010 un gruppo di archeologi trovò numerosi esemplari di tazzine, barattoli per il tabacco, bacili da barba e altri oggetti di uso quotidiano realizzati in ceramica bianca, proprio nel luogo dove molti anni prima era ubicata la fabbrica di via Urbana. All’epoca l’imprenditore ebbe l’idea di promuovere la sua produzione attraverso la pubblicità e fece pubblicare sul giornale Times di Londra una sorta di catalogo aziendale per raggiungere clienti facoltosi oltre i confini nazionali italiani. Tantissimi furono i clienti di Volpato e molti di loro conobbero l’arte italiana senza venire mai a Roma.

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