I musei d’arte di tutto il mondo sono ricchi di opere fantastiche, affascinanti e dalla notevole importanza storico-culturale.

Il valore di un’opera, da questo punto di vista, varia in base a una vasta gamma di fattori differenti, ma è certamente vero che, qualora si trovi in un museo, la tela, la scultura, la tavola di legno o qualsiasi altro oggetto esposto detenga un valore non indifferente.

Tuttavia, non è sempre detto che un’opera d’arte da museo debba necessariamente piacere. Ciò vale anche di fronte a capolavori assoluti, apprezzabili dai più ma, per motivi soggettivi, potenzialmente in grado dir respingere uno spettatore, a seconda dei suoi gusti e delle sue preferenze.

Dunque, non è affatto necessario apprezzare tutto ciò che, all’interno di un museo, ci capita davanti agli occhi. Approfondiamo la questione, facendo chiarezza in merito al modo più indicato per… guardare un’opera d’arte.

Opere come un piacere, non un dovere

Quando ci si reca in un museo, si finisce spesso per provare una sorta di timore reverenziale nei confronti delle grandi opere d’arte (non nel senso delle dimensioni). Lavori simili potrebbero finire per condizionarci, “inquinando” la nostra opinione in merito alle caratteristiche degli stessi.

Tuttavia, un’opera d’arte non va guardata come una sorta di dovere, bensì con piacere, così come si guarderebbe un film o una serie TV: non c’è alcun bisogno di “temere” un’opera, per quanto grande che sia.

Osservare l’opera e comprenderne il significato

Chi osserva un’opera d’arte deve porsi come obiettivo quello di discernere il significato. È il fine ultimo di un qualsiasi prodotto creativo realizzato dall’uomo, sia esso un film, un abito, un oggetto di design, una scultura o un dipinto.

Di fronte a un’opera d’arte, dunque, si dovrà tentare di comprendere cosa si cela dietro le forme, i colori, i materiali utilizzati per la concezione della stessa, all’interno di una prassi che permetterà al soggetto di intuire o meno i significati dell’opera stessa.

Esaminare i particolari dell’opera

Un’opera va esaminata nei suoi particolari, anche senza dover necessariamente collocarli in una determinata epoca storica. Ciò che conta, una volta soffermarsi di fronte a un prodotto artistico, è individuare i dettagli, comprendere a cosa possano riferirsi – non sul piano storico, ma sul piano del significato.

Non meno importante, da questo punto di vista, è tornare a riesaminare l’opera per indagare a distanza di tempo su quegli stessi dettagli, in modo tale da farsi un’idea più approfondita in merito alle peculiarità della stessa.

Opere d’arte e curiosità storica

Una volta esaminata l’opera d’arte, e fattasi un’opinione sulla stessa, è importante approfondire ulteriormente le peculiarità. Tutto ciò risulta essenziale per un fine ben preciso: comprendere ciò che l’artista aveva realmente intenzione di comunicare.

Siamo nell’ambito della “curiosità storica“, un aspetto che concerne un approfondimento in merito alle caratteristiche dell’opera stessa. In sostanza, un’opera d’arte andrà riesaminata in maniera oculata, cercando di indagare sulle modalità con cui il lavoro è stato realizzato.

L’importanza di tornare al museo

Infine, un appunto sull’importanza di fare ritorno al museo, così da poter rivivere l’esperienza di osservazione di una o più opere d’arte specifiche.

In questa fase, il ritorno al museo si ricollega al concetto di curiosità storica (e non solo). Al fine di poter apprezzare pienamente un’opera d’arte, sarà indispensabile osservarla più a lungo e in modo più approfondito, in modo tale da comprendere maggiori dettagli sulla sua estetica.

Il tutto è finalizzato a una più netta acquisizione del piacere estetico, visivo, concernente l’acquisizione di una reale conoscenza teorica.

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