Diastasi addominale come riconoscerla? Non è difficile capire quando siamo in presenza di una distensione degli addominali. Purtroppo, la problematica si presenta di frequente dopo una gravidanza o a seguito di un eccesso di peso. I muscoli del retto addominale non fanno altro che separarsi creando l’effetto “addome flaccido” tanto contestato dalle riviste patinate.

Molte persone si chiedono se esiste un trattamento e cura della diastasi addominale e se è possibile ritornare ad avere un addome piatto e lineare. La situazione generale può decisamente migliorare a seguito di un allenamento seguito da un professionista del settore, il quale è in grado di suggerire i movimenti corretti al fine di evitare dei peggioramenti.

Ma è anche possibile intervenire chirurgicamente. L’operazione viene eseguita dai chirurghi plastici o generali attraverso due diverse metodologie. In linea generale, entrambi i metodi prevedono delle incisioni utili a ricompattare il tessuto e riavvicinare i retti addominali, affinché le pareti si presentino più compatte e meno esposte.

Diastasi addominale come riconoscerla

Anche se una persona fa molto sport potrebbe essere muscolosa e allo stesso tempo presentare un po’ di grasso addominale. Quando la pelle dell’addome risulta quasi perfettamente tesa, significa che la persona effettua un rigoroso allenamento fisico costante nel tempo e uno speciale core training che punta proprio a rinvigorire i muscoli del ventre.

La vita – però – continua il suo corso e a seguito di una gravidanza o nell’acquisire del peso per colpa di una malattia, le pareti addominali possono separarsi e presentare una situazione di diastasi addominale. La pelle intorno all’ombelico si presenta perciò più rugosa e meno distesa rispetto alle altre parti del corpo.

La nuova formazione è dovuta all’allontanamento della muscolatura retta addominale, la quale causa un cuscinetto vuoto che fa apparire la pelle come raggrinzita. Quando ciò avviene, le persone iniziano a sentirsi a disagio poiché la società ci vuole sempre al limite della perfezione. Al di là del problema estetico che può essere recepito come no, la debolezza della muscolatura addominale può causare altre criticità.

Per esempio, le persone che soffrono di diastasi addominale possono subire una disfunzione del pavimento pelvico, strettamente collegato alla muscolatura addominale. Quando i muscoli addominali sono rilassati e non sono tonici ciò va a gravare sia sulla salute dei muscoli a esso collegati sia sulla salute dell’intera colonna vertebrale.

Una postura scorretta può aggravare la situazione qualora non si intervenisse con una serie di allenamenti specifici. Ma, come abbiamo già sottolineato, tali esercizi dovrebbero essere eseguiti in compagnia di un professionista per non rischiare di peggiorare la diastasi e per non dimenticare di rinforzare i muscoli specifici dell’allenamento.

La diagnosi di diastasi addominale si effettua tastando l’addome con le mani: si sentiranno due aree separate dell’addome, il che significa che i muscoli si sono separati. La palpazione rettale, invece, viene eseguita per verificare la presenza di un’ernia addominale, la quale verrà confermata a seguito di un consulto medico.

Si possono effettuare anche degli esami diagnostici specifici come l’ecografia e la TAC. L’ecografia viene utilizzata per esaminare la cavità addominale, i muscoli e gli organi. La TAC può essere utilizzata per fornire una panoramica più dettagliata della cavità addominale. La diagnosi finale di diastasi addominale viene fatta quando la distanza tra la parete addominale e il muscolo retto è superiore a 5 cm o 2 pollici.

Dopo la diagnosi, il trattamento

Esistono due linee di trattamento per sconfiggere la diastasi addominale: un allenamento posturale e respiratorio e l’intervento chirurgico. Il primo livello di intervento è associato all’attività fisica. Un professionista saprà costruire la pratica quotidiana della persona tesa a rinforzare i muscoli coinvolti, che di fatto sono quelli conosciuti con il nome di “core“.

I muscoli delle pareti addominali coinvolti sono il pavimento pelvico, gli addominali trasversali, i lombari e anche il diaframma. Il diaframma, in particolare, viene rafforzato grazie a esercizi di respirazione, i quali sono in grado di fortificare anche la postura dell’individuo. In questo modo si limita la separazione addominale grazie a un rafforzamento generale della zona coinvolta.

Lo stretching dei muscoli dell’addome è un modo efficace per prevenire e trattare la diastasi addominale. Uno degli esercizi più raccomandati è la tecnica del “draw-in“, che serve ad attivare i muscoli addominali trasversali. Chi soffre di diastasi addominale può anche provare a indossare un indumento di sostegno per alleviare i sintomi e favorire la guarigione. L’uso di un indumento di sostegno può aiutare a comprimere i muscoli addominali, favorendone la guarigione e il mantenimento.

Gli interventi chirurgici relativi alla diastasi addominale vengono eseguiti dai chirurghi estetici nonché da quelli generali. Il chirurgo estetico interverrà con un intervento di addominoplastica, con l’incisione dell’addome e l’avvicinamento dei muscoli retti dell’addome. Il chirurgo generale posizionerà una protesi biocompatibile a seguito di un intervento micro-invasivo. Per entrambi i metodi è bene affidarsi a medici qualificati che operano da anni questo tipo di interventi specifici.

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